il viaggio e l'arrivo

Il viaggio ha avuto come sempre i suoi momenti drammatici, quasi a volermi distogliere dal vero dramma (la separazione dalla mia casa)...l'aereo per Madrid è partito con due ore di ritardo, in fase di atterraggio hanno spostato coloro che avevano la coincidenza per NY in prima fila, e suggerito di correre il più possibile...tre americani mi precedevano, pronti a dimostrare tutta la loro atleticità, io avevo due computer portatili, i miei trucchi e i miei gioielli, tremila riviste, due libri (di cui uno era il nome della rosa, 500 pagine per chi non lo sapesse) e i miei stivali da cowboy...bene, dopo dieci metri sono caduta, mi sono rialzata, e ho continuato a correre, disidratata, paonazza, delirante...alla fine, dopo aver inseguito un gate inesistente e non essere stata aiutata nemmeno nel tratto finale da altri ragazzi americani (davanti alla mia disperata richiesta d'aiuto uno di loro ha risposto "I can't miss my flight" e se ne è andato), ce l'ho fatta! e come premio ho viaggiato seduta accanto ad uno psichiatra italiano trasferitosi in america...simpatico, ma in realtà il mio vero premio è stato eddie all'arrivo (mazzo di fiori e tanti regalini, tra cui il cd di petra magoni, che però facendomi pensare a mia sorella mi ha fatto venire subito il magone :)sdrammatiziamo...un dromedario ricco, ed un cammello povero, si riguardarno oo si salutarono oo...)...
mattino di venerdì, colazione all'americana in Union Square, e a lavoro, a piedi dalla 14esima alla 24esima su park ave, e il sogno ricomincia, nonostante la solitudine, la mancanza, la profonda tristezza per una separazione troppo feroce...cerco di non pensarci e suono il campanello...questo studio è proprio carino, e poi non me ne ero resa conto, ma l'unico ragazzo che c'è della mia età non solo è bello come il sole, ma si chiama anche Angel, con un sorriso immenso con su scritto Repubblica Domenicana...evvabbè!
ieri altra colazione all'americana, e poi la partita (io ho indossato il tricolore)...che dire ragazzi, tra l'autogol, la gomitata e il fatto che nemmeno in dieci contro nove siamo riusciti a segnare, diciamo che qui non abbiamo fatto proprio una bella figura...ma almeno non abbiamo perso, per me i commenti sarebbero stati semplicemente un incubo!cmq mi siete mancati da morire...
e oggi io e eddie siamo stati a central park, a rilassarci...la città è calda, bollente, opprimente...trasuda ogni tipo di odore, spaventa e disgusta...eppure poi ti guardi intorno, in questa specie di futuro alternativo pieno di miseria, disperazione, pieno di persone che non vogliono ricordare e non vogliono immaginare, ma vogliono vivere solo per quel momento, quel posto e quel presente che gli è stato dato, così, quel momento vero al di fuori della realtà...è allora che ti commuove di nuovo, questo animale chiamato NYC, gigante e triste, col suo pesante respiro che dalle viscere esce su per i tombini e invade le strade, ignare.

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