barbara a ny

Thursday, July 20, 2006

arieccomi...weekend a Water Island

Cari ragazzi,

oggi stranamente non mi sento distrutta e ubriaca di sonno come sempre...e allora ne approfitto, e recupero...

il weekend passato non mi avete trovato su internet in quanto siamo andati in un'isoletta a circa un'ora e mezza di distanza, dove il capo di eddie affitta ogni estate da 15 anni una casetta carinissima, tutta di legno, che lui (essendo appunto architetto) ha sistemato in un modo veramente accogliente e cool...difficile credere che in meno di due ore (che è niente per le distanze americane), ci potessimo ritrovare in un tale paradiso, a letteralmente 100 metri da una spiaggia isolatissima, sull'oceano, ancora una volta. Certo questo oceano non è quello del Maryland, il paesaggio non è così selvaggio e incontaminato...in questo meraviglioso isolotto c'è qualcosa di sofisticato, alcoolico, cool, prettamente nychese, sarà la comunità gay che l'ha colonizzata, sarà che ci sono i clienti ricchi del capo di eddie, che proprio lì hanno in progetto nuove abitazioni post-moderne, sarà che mi ha fatto tanto pensare a Eternal Sunshine of the spotelss mind, stesso treno, stesso oceano, stesse atmosfere...

E poi la sera, verso mezzanotte Ed vuole andare in spiaggia, e ci incamminiamo nel buglio...e vedo qualcosa di stranissimo...buio, il rumore dell'oceano, e dietro le case, un bagliore luminoso, un pulviscolo, stesso colore arancio di alcuni lampioni sulle autostrade...quelle sono le luci di Manhattan, di quell'essere che non conosce sonno, eccolo è lì, non c'è modo di sfuggirgli.

Passa la notte, e mi sveglio alle cinque e mezza, solo verde, e una luce debolissima intorno. E allora convinco eddie a ricambiarmi il favore e torniamo in spiaggia per l'alba. L'alba non riusciamo a vederla, le nuvole sono fittissime, ma rientrando verso la nostra abitazione, sui ponticelli di legno che collegano ciò che di umano c'è sull'isola, nel silenzio eddie mi indica qualcosa. E' un cervo, libero, silenzioso, lento, magro, lì davanti a noi. Siamo rimasti li alcuni minuti, che sono sembrati immobili.

E poi l'amaca messicana, dove ho recuperato le mie letture, pensando che a volte l'uomo non sa proprio come godersi la vita, quando basta un'amaca e un buon libro, e la pelle calda e profumata dal sole...

E l'oceano, l'oceano sì, fresco, non freddo, con le sue onde altissime che mi hanno sorpresa e scaraventata sull riva come una conchiglia qualunque...ho sentito il mio collo e la mia schiena contorcersi e sbattere ripetutamente sulla sabbia, ho pregato di non rimanerci secca chiudendo gli occhi e aspettando di arenarmi da qualche parte. Il papà di eddie la chiama la green room.

Il weekend mi è costato una reazione allergica da puntura di qualche zanzara, un torcicollo durato fino ad oggi, e un malditesta cronico, come se l'acqua dell'oceano fosse ancora dentro e il mio cranio...in effetti l'ho sentita, a lavoro, quella sensazione di acqua salata (ma non come il mediterraneo) nel naso e nelle orecchie. Ma tranquilli, ha provveduto eddie, buttandomi dell'alcol (non birra stranamente, ma proprio il medicinale), nelle orecchie...

sono quasi le due, ora di andare a letto.

barbi

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