barbara a ny

Saturday, June 24, 2006

scene di vita quotidiana a New York City



Basta non scrivere per pochi giorni, e in questa città incredibile succedono tante di quelle cose che rischio di non arrivare a raccontarvele, e quindi rieccomi qua, pronta a non tralasciare nulla nella speranza che serva a farvi pensare a me (ma soprattutto che vi stimoli a venirmi a trovare :))...

cominciamo col dire che l'idea del titolo del mio ultimo post ha rischiato davvero di mettermi nei guai quando venerdì, sovreccitata per l'assenza del capo, ho deciso di aprire il mio blog e scrivere un attimo...ed ecco che appare, ingigantito sul mac, carattere almeno 32, il mio furbo titolo...angel, che oltretutto parla lo spagnolo, è seduto proprio dietro di me, in direzione del mio schermo poco professionale...altra cosa curiosa successa in ufficio è che il capo quando ha scoperto del mio fidanzato ha commentato "ma come, io ti volevo presentare mio nipote!"...evvabbè vorrà dire che anche questo lo lascio alla prima delle mie amiche singol che mi viene a trovare ;) ....la verità è che a lavoro va benissimo, 40 ore settimanali pulite pulite, in questo studio tutto bianco in un piccolo edificio a due piani sulla park avenue all'altezza della 24°, zona bellissima, tutti mi trattano benissimo, i capi sono curiosi, mi spiegano ogni piccolezza, interagiscono, vogliono la mia opinione e sono di una gentilezza tutta squisitamente americana...il lavoro è dapa (da paura) stiamo disegnando un centro di bikram yoga, e l'idea che fra pochi mesi potrò entrare in uno spazio che ho contribuito a creare già mi commuove (agni...:))...l'office manager (segretaria tradotto nella nostra lingua) è un'ecuadoriana morbida e simpatica mamma singol(che canticchia tutto il giorno ininterrottamente canzoni cristiane, è troppo caruccia)...e poi come sapete tutti c'è angel con i suoi sorrisi...

Ho anche scoperto che ad un solo block dal mio ufficio si trova Madison Square Park. Panchine all'ombra del Flat Iron, dove ora che è estate succede di tutto...un piccolo chioschetto metallico che distribuisce ad una lunghissima fila paziente cibo americano (migliore di quanto ci si possa aspettare). Mercoledì ho provato un coppetta di Crazy Chocolate Nut e venerdì il Chicago Dog (un hot dog con delle strane cose colorate dentro) patatine fritte e milkshake (da non mangiare a pasto finito, ma da alternare rigorosamente alle patatine)...concerti gratuiti, con gente di ogni razza, età, stile, tendenza sessuale (tra cui me eddie) spread, sparpagliata su questo piccolo ritaglio di prato, al tramonto, piena di vita, di energie, di umanità...e alzando gli occhi al di là di pochi timidi alberi ancora grattacieli luminosi...e poi le cene a brooklyn, il piccolo e intimo ristorante messicano bean, quelli americani con spazi aperti sul retro, che fanno tanto estate (ho provato i miei primi e credo ultimi macaroni & cheese), il pepe rosso italiano, con tanto di fascia forza azzurri sopra la cassa, dove però converso con un messicano demoralizzato dall'andazzo della sua squadra (oggi sono stati definitivamente eliminati dall'argentina) take away fusilli alla puttanesca e pappardelle con le salsicce, da consumare nel bar accanto, Vbar, proprietario italiano, Enrico, professione attore (tutti amici di eddie), e poi ancora bar e concerti, nella brooklyn più sperduta alle sponde del fiume, dove pochi anni fa ci si sparava, e adesso hai ancora paura, soprattutto quando ti viene a prendere nel bel mezzo della notte un taxi senza nemmeno una scritta sui fianchi...

ora devo andare a dormire, ma domani vi racconto se siamo sopravvissuti!

notti cari amichetti miei

ps: la tv passa Bob Marley smoking a joint...strano...eddie dice che è una tv locale...ragazzi non so se devo ridere o piangere!...ah ecco, oggi è il compleanno di Bob!

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