barbi
Cari amichetti miei
finalmente mi sono ripresa. Come spiegarvi quanto è successo al mia piccolo animo in queste strane ultime settimane?...non so da dove cominciare...sono stati giorni pieni pieni di emozioni, emozioni splendide, ma anche pieni di nostalgia, di pensieri legati a casa, pieni di lacrime, di ricordi...prima vale, che mi ha portato un pezzetto di ognuno di voi, che mi ha raccontato come vanno le cose, che mi ha fisicamente ricollegato a casa...una settimana splendida in cui abbiamo fatto tutto ciò che si poteva, parlato parlato parlato, mangiato, visitato, ancora parlato, camminato, cantato, parlato ancora un altro po', condiviso, fotografato, riso, pianto...e poi di nuovo il vuoto, io e la mia vita qui, io e i miei nuovi amici, le nuove strade, il nuovo clima, i nuovi sapori, la nuova lingua, tutto di nuovo da capo, la nuova barbara ma con molti più pensieri di prima...insomma una ricaduta a tutti gli effetti, un attacco di homesick senza precedenti...l'anniversario della laurea, e non per la laurea, ma perchè ho avuto tutti così tanto vicini...e poi il secondo anniversario della mia folle avventura con eddie, che da sesso, droga e rock&roll in questi due anni è diventata sesso, caffè la mattina e sigla di lost la sera :)...la nostra storia meravigliosa ha compiuto due anni, sì, e ora al posto dei topi abbiamo tanti pupazzetti giapponesi e siamo felici come non mai, con una casa, con dei lavori stimolanti, con mille cose da fare, da vedere, da progettare...sì, qui è tutto positivo, non posso lamentarmi di nulla, a NY nemmeno il cibo delude, è una città straordinaria, viva, stimolante, piena di possibilità, e quando non c'è lei c'è una campagna che è più una terra sconfinata, una frontiera selvaggia, pura, incontaminata...eppure, eppure...eppure c'è più di una cosa che manca al mio animo e che lo stanca e lo affatica ogni giorno di più...la distanza fisica da mia sorella, mia madre, mio padre, la mia famiglia, silvia, agni, romina, valentina, fabio, alessio, enrico, manu, claudia, davide...da ciampino, dall'acqua acetosa e il mio meraviglioso giardino, la mia camera...il cappuccino in via trento e triste, il caffè di jeff bar, la pizza di sergio, l'appia che mi porta a Roma, il colosseo, il testaccio, le serate al warner perchè non ci va di parcheggiare, le serate a roma in cui speriamo che guida Fabio altrimenti divento matta...le serate sprofondata nel divano impossibile di mia madre, le cene fino alle cinque di mattina a villa tutino...il mio pianoforte, IL MIO PIANOFORTE!è difficile sintetizzare quello che provo...e la mia memoria sofferente va ancora più indietro, a immagini che davvero sono troppo lontane per poter essere recuperate, e che mi spezzano il cuore per quanto sono lontane...io che scendo le scale del palazzo in via pierluigi da palestrina, di domenica, per andare a comprare un paio di pacchetti di figurine panini dal giornalaio dei giardinetti...è tutto, tutto troppo lontano, e mi sembra di impazzire certe volte. E mi torna alla mente come se fosse ieri, quasi a volermi torturare. Il tempo non l'ho mai sentito così crudele e così padrone della mia esistenza come lo sento oggi.
Un anno dalla mia tesi. Due da che ho rivisto eddie. E ora sono già quasi sei mesi che non vedo l'italia, non vedo la mia famiglia, non li abbraccio, non li guardo in faccia. Mezzo anno e non una giornata insieme. E improvvisamente e inaspettatamente, ancora una volta e più di prima, sto male male male. E' un dolore che non rinnego, perchè è un dolore sano, legato all'amore, legato a legami profondi, mi aiuterà a diventare una persona migliore che da il giusto peso alle cose. Eppure...vorrei solo che fosse più facile, vorrei poter partire quando ne sento il bisogno, vorrei non dover rendere conto di una settimana lontana, vorrei che fosse più economico, vorrei non aver paura dell'aereo, vorrei che non ci fosse il fuso a rendere complicate anche le telefonate, vorrei non dover lavorare 8 ore al giorno, e non avere nemmeno la forza di scrivere emails la sera. Lo so, voglio troppo, vuole troppo quella parte di me che è ancora quella stessa bimba che comprava le figurine, sempre lei che vuole solo fantasticare e non crescere, semplicemente non crescere, non vedere la vita evolversi e cambiare, diventare reale intorno a lei.
Poi però mi riprendo, mi guardo intorno, e c'è eddie, la nostra casa, la nostra vita fatta di tanta intimità, fiducia, attenzioni, piccoli e personali dettagli e non c'è una sola cellula del mio corpo che mi dice che sto sbagliando. Non c'è nessuna voce dentro che mi dice di tornare indietro. Non c'è paura, non c'è paura. E allora lo abbraccio, più forte che posso perchè sono tanti gli abbracci che mi mancano, più a lungo che posso, più intensamente che posso e mi sento di nuovo tranquilla, felice e completa.
Ragazzi, quando non vi scrivo, sappiate che è perchè la malinconia prende il sopravvento sulla mia volontà di reagire e di essere forte e razionale, la paura che tutti questi sforzi non servano a nulla, che siamo troppo lontani, che sia impossibile mantenere un legame vivo, mi annienta completamente e quindi...vuol dire che non sto bene! Non è solo mancanza di tempo, è soprattutto una questione di energie psicologiche che vengono meno. Per cui non mi abbandonate, scrivetemi, come volete voi, via sms, emails, telefonate, blog.
Per stasera vi ho ammorbato abbastanza, lo so, sono stata pesante...tra un attimo ricomincio con le stronzate, lo prometto!
Mi siete mancati tanto, notte
la vostra barbi

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